L’ambulatorio (mm oral hypno ar)

Estremamente importante. Questa storia contiene elementi di sesso gay, controllo mentale e regressione. È dedicata solo a lettori di età maggiore ai diciotto anni. Se pensi che sia offensivo per te leggere una storia in cui un ragazzo sopra i diciotto anni fa del sesso mentre sotto ipnosi crede si essere minore di 18 anni, per favore non andare avanti. La storia è pura finzione. Il riferimento a fatti o persone vive o morte è puramente casuale.

Era un mercoledì mattina all’ambulatorio del Dr. Anderson e il medico stava esaminando l’archivio delle cartelle dei suoi pazienti. Di solito l’ambulatorio era chiuso il mercoledì, ma uno dei vecchi pazienti di suo padre lo aveva chiamato la sera prima per fissare un appuntamento e fu più che felice di acconsentire. Stava esercitando la professione medica nel paese, fin da quando suo padre era morto qualche anno prima, e nonostante avesse una carriera promettente come libero professionista in città, aveva deciso di ritornare al suo paese natale e continuare la tradizione di famiglia.

Una delle ragioni per cui non aveva seguito immediatamente le orme di suo padre e aveva invece scelto di andare in città, era quella di voler avere l’opportunità di trovare se stesso. Era solo con andando lontano da tutti quelli che lo conoscevano che sarebbe stato in grado di ammettere a se stesso che era gay e questo divenne un segreto tenuto nascosto a tutti, anche a suo padre. Quando portò a termine i suoi studi medici e iniziò a guadagnare, il dottor Anderson aveva ogni intenzione di rimanere in città e lavorare in uno dei maggiori ospedali, ma quando venne a sapere che suo padre stava morendo per un tumore al cervello, capì che l’esilio auto-impostosi non aveva più senso. Si licenziò e ritornò a casa per prendersi cura del padre agonizzante che morì di lì a poco, non senza avere saputo la verità su suo figlio.

Il giovane medico fu accolto a braccia aperte dalla comunità che era più che felice di avere un altro Anderson che si prendesse cura di loro. Anche lui era molto felice e amava vivere di nuovo a casa. Sfortunatamente, a differenza della città, dove era libero di esplorare la sua omosessualità, era molto spaventato del fatto che la sua reputazione potesse essere irrimediabilmente rovinata se fossero diventate di pubblica conoscenza le sue preferenze per uno stile di vita “alternativo”. Anche se a volte era molto solo, il dottor Anderson aveva deciso che il suo sacrificio era un piccolo prezzo da pagare per la salute del proprio paese.

Il dottor Anderson trovò la cartella che stava cercando e si sedette alla sua scrivania per studiare le informazioni. Il nome del paziente era Jacky -- ma si era identificato come “Jack” la sera prima -- e, a quanto si capiva dalle registrazioni, aveva smesso di venire per suo check-up annuale qualche anno fa. Era un bene che ci fossero abbastanza informazioni riguardanti la storia famigliare del ragazzo che diedero al dottore una conoscenza migliore del duo prossimo assistito. Stava appunto finendo di leggere la cartella quando sentì qualcuno bussare alla porta.

“Dottor Anderson, è qui dentro?”

“Entra pure, la porta è aperta”, il medico rispose ed entrò nella stanza un diciottenne robusto con addosso una felpa universitaria. “Buongiorno, Jack. Sei arrivato giusto in tempo.”

“Buongiorno dottor Anderson. Sono molto dispiaciuto per l’appuntamento preso all’ultimo minuto, ma non sapevo chi altro chiamare. So che avrei dovuto farlo prima ma la scuola mi tiene occupato tutto il giorno”.

“Non ti preoccupare di questo. Sono lusingato che ti sia ricordato di me dopo tutti questi anni. Accomodati. Se ho capito bene dal colloquio di ieri sera, tu hai bisogno di questa visita per le attività agonistiche del college, giusto?”

“Sì, signore. La fine delle iscrizioni per le attività sportive è la prossima settimana. Devo eseguire alcuni accertamenti che sono indicati su questa scheda.” Jack passò al medico un foglio di carta che quello studiò attentamente. “Hmmm, non mi sembra che sia richiesto niente di fuori dall’ordinario. Quello che viene chiesto è un completo check-up fisico. Perché non iniziamo e andiamo al lettino per l’esame?”.

Entrambi si alzarono in piedi e si diressero al centro della stanza. Su richiesta del dottore, Jack si tolse la felpa e la maglietta e si posizionò sul lettino. Il dottor Anderson si meravigliò nel vedere il torso del ragazzo liscio e muscoloso, a partire dal collo poderoso e dalle spalle larghe fino agli addominali ben scolpiti. Quello che risaltava di più era come fossero definiti i suoi pettorali e come sembrasse che le sue braccia coperte di venature e muscolose fossero in grado di spezzare l’acciaio. E per quanto riguarda il viso, Jack era di bell’aspetto, le sopracciglia sottili contornavano gli occhi blu lucenti e il naso affilato era ben proporzionato rispetto alle labbra leggermente imbronciate.

“Sono sicuro che hai la fidanzata”.

Jack sorrise. “Sì, io e Sarah stiamo uscendo insieme da qualche mese. Infatti stiamo programmando di andare allo stesso college, se saremo presi entrambi. Siamo in lizza per ricevere una borsa di studio per meriti sportivi in due università.”

“Congratulazioni. È bello vedere che ti stai prendendo cura di te”, replicò il dottore. “Se posso chiedertelo, quale sport stai praticando?”

“Io? Wrestling.”

“Davvero? Sono sorpreso. Ti pensavo nuotatore.”

“Ho praticato il nuoto, ma due miei amici mi hanno proposto di entrare nella squadra di wrestling.”

“Ecco, questo spiega la tua splendida forma fisica”. Il dottore iniziò la visita, passando rapidamente in rassegna tutti i parametri medici, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, il torace. Era un grande sforzo allontanare le mani da lui e nel tempo stesso mettergli le mani addosso.

“Togliti pantaloni e scarpe”, ordinò il dottore al quale Jack immediatamente ubbidì. Come tirò fuori le scarpe, il dottor Anderson diede qualche occhiata furtiva ai piedi di Jack numero 45. Aveva sempre avuto un mini-feticismo verso i piedi e cercava tutti i modi per vedere un piede d’atleta (non nel senso della micosi). Jack si alzò dal lettino e si slacciò la cintura. Il dottore non vedeva più l’ora di vedere il ragazzo mentre si levava i jeans e mostrava un paio di boxer CK grigio scuro. Dalla sua posizione, il medico poteva vedere che il ragazzo non era affatto messo male né davanti né dietro. Il dottor Anderson trovava sempre più difficile concentrarsi, ma doveva andare avanti con la seconda parte della visita.

“Ora ho bisogno di un campione di sangue”

“Non si preoccupi, dottore” replicò il lottatore subito offrendo il braccio.

“Potresti sorprenderti nel sapere quanti ragazzi della tua età hanno ancora paura degli aghi”.

“Forse perché non hanno avuto lei o suo padre come pediatra.”

Il dottore sorrise a quel commento e senza accorgersi mormorò, “Non hai idea di quanto sia vero”.

“Ha detto qualcosa, dottore?”

“Cos…? Oh, niente. Stavo solo pensando ad alta voce. Abbiamo finito. Metti questo batuffolo di cotone e tieni premuto per qualche minuto, OK?” il dottore si sedette e continuò di compilare la scheda.

“Hmm, interessante.”

“C’è qualcos’altro?”

“Mi richiedono un ESAME FISICO COMPLETO”, disse il dottor Anderson guardando Jack. Il ragazzo arrossì senza accorgersi.

“Oh, quello…”

“Sono sicuro che non c’è niente di cui imbarazzarsi, Jack, specialmente nel tuo caso”. E il dottore guardò nuovamente Jack.

La faccia di Jack divenne ancora più rossa. “Ummm…bene, l’ultima volta che lo ha fatto qualcuno è stato quando suo padre mi aveva visitato. Sembra strano, non trova?”.

Il medico era stupito dell’improvvisa ostentazione di pudore di un giovane uomo così sicuro di sé. “Lieto di sapere che alcune cose non sono cambiate.”

“Che cosa intende dire?”

Il medico non replicò e rimase in silenzio per un momento in profonda concentrazione. “Ti dirò una cosa,” disse poco dopo. “Ti dirò una cosa che renderà le cose più semplici”.

“Non mi starà per dire che <Siamo tutti uomini, qui >?” Jack rispose esitante.

“No, molto più semplice di quello. Voglio che ascolti attentamente quello che devo dire”.

“OK”.

“Può venire fuori e giocare Mr Snuffleupagus?”

“Huh? Chi è …Mr …” Jack smise di parlare e sembrava che stava lottando per rimanere sveglio. Alla fine i suoi sforzi divennero futili, chiuse gli occhi e la sua faccia diventò priva di espressione, assente. Il dottor Anderson studiò il giovane paziente che stava seduto sulla punta del lettino da visita e aspettava ulteriori istruzioni.

“Jack, puoi sentirmi?”

“Sì, signore”, replicò Jack con un tono di voce monotono.

“Voglio che mi dica la verità Jack. Puoi farlo?”

“Sì, signore”

“Sei vergine?”

“No, signore.”

“Lo sospettavo. Hai perso la verginità con Sarah, non è vero?”

“Sì, signore”.

“Hai avuto qualche altra attività sessuale prima della relazione con la tua fidanzata?”

Jack non rispose velocemente come prima, ma alla fine le parole vennero fuori. “Sì…signore”.

“Puoi dirmi qualcosa riguardo a queste?”

Di nuovo Jack esitò. “No…”

“Perché no? E, per favore, dimmi la verità”.

“E’ …è che era …con un altro ragazzo”.

La curiosità del dottor Anderson era stata eccitata e voleva sapere di più.

“Quando è successo?”

“Qualche anno fa, quando la mia squadra era in viaggio”.

“Dettagli, per favore”

“Il mio compagno di stanza e io eravamo ubriachi una sera. Eravamo molto eccitati, ma non ci eravamo fatti nessuna ragazza. Questo probabilmente perché eravamo troppo ubriachi per procurarcele. Finimmo per farci un pompino a vicenda nella nostra camera. Il mattino dopo, lui dimenticò tutto, ma io no. Non è accaduto di nuovo con nessun altro”.

“Ti è piaciuto il pompino?”

“Sì, mi è piaciuto, signore”.

“Se ti è piaciuto, cosa c’era di sbagliato in quello che è successo quella notte con il tuo compagno?”

“Solo i gay lo fanno. E io non sono gay, signore”.

“Hmmm, interessante. Vediamo qualcos’altro. Perché eri imbarazzato quando hai saputo che dovevi toglierti le mutande?”

“Mi sento a disagio a essere nudo, signore. Specialmente quando ci sono altri ragazzi intorno”.

“Sicuramente sei circondato da uomini nudi tutte le volte che sei nello spogliatoio a scuola, giusto?”

“Sì, signore”.

“Dovresti essere abituato a essere nudo”.

“No, signore”.

“Perché? E voglio una risposta”, il dottore chiese piuttosto duramente.

“Perché…due volte…mi è diventato duro mentre facevo la doccia, ma fortunatamente nessuno mi ha visto. Non volevo che qualcuno pensasse che sono gay, signore”.

Ah, questo era il problema, pensò il dottor Anderson. Anche se Jack non era certamente gay (dal momento che gli era stato ordinato di dire la verità), covava dentro alcuni livelli di omofobia ed era confuso per le proprie attività “omosessuali” che potevano essere facilmente attribuiti ad un eccesso di ormoni.

Il dottor Anderson represse i suoi sentimenti e si avvicinò al soggetto. Anche nel suo attuale stato ipnotico, Jack aveva ancora problemi riguardo alla sua sessualità e il dottore pensò il modo di superarli.

“Jack, voglio che inizi a contare indietro da 18 e a ogni numero, inizierai a pensare che stai diventando più giovane. E quando ti dirò di fermarti, smetterai di contare. Hai capito?”

“Sì, signore”.

“Bene. Inizia”.

Jack cominciò il suo conto alla rovescia. “18,17,16,15,14,13,12,11,10,9”.

“Fermati Jack. Va bene così”. Il dottore lo fermò e il ragazzo rimase in silenzio. Il dottor Anderson, valutò per un momento il suo prossimo passo; voleva essere sicuro che il soggetto si trovasse nel giusto frammento temporale.

“Ciao, Jacky. Come stai?”

Jack strizzò gli occhi e scosse la testa come se si stesse svegliando. Si guardò intorno e vide il dottore di fronte a lui.

“La conosco, signore?” Jack stava parlando con una voce più alta, o almeno così stava cercando di fare e stava giocherellando come un bambino dell’età in cui dovrebbe essere.

“No, ma hai conosciuto mio papà. Ti ricordi il dottor Anderson? Ha provato a curarti prima”

“Sì. Mi ricordo di lui. Dov’è?”

“Oh, è dovuto andare via, ma non ti preoccupare. Io sono suo figlio, e tu puoi chiamarmi lo stesso dottor Anderson o ‘Doc’, se preferisci”

Jack sfornò un sorriso splendente. “D’accordo, Doc”

“Bene, molto bene”. Al dottor Anderson girava la testa per l’eccitazione. Quando era un ragazzo, per caso aveva scoperto che suo padre aveva utilizzato tecniche ipnotiche sui suoi pazienti, grandi e piccoli, per metterli in uno stato di rilassamento dove gli si poteva chiedere (e non costringere) di eseguire degli esami. Suo padre di solito riservava questo trattamento per i soggetti più refrattari e il giovane medico ricordava che Jack era stato un caso di questi. Nel tentativo di essere più efficaci nei pazienti più giovani, suo padre si concentrava su un personaggio o un’immagine a loro famigliare e li faceva partecipare in giochi di ruolo per rimuovere ogni tensione che avrebbe potuto causare difficoltà. Durante tutto il tempo in cui erano sotto ipnosi, erano docili ad ogni suggestione o comando che suo padre avrebbe dato loro.

Adesso, Jack non era stato di nuovo cooperante e il dottor Anderson dovette ammettere che era stupito che la frase-codice funzionasse ancora dopo tutti questi anni, con un risvolto interessante. Aveva fatto regredire mentalmente il suo soggetto in un punto in cui la sua mente non si trovava di fronte a temi complicati come il sesso. Come “Jacky”, così veniva chiamato il ragazzo quando era più piccolo, il giovane era libero da nozioni e preconcetti.

“Ti ho chiesto se Mr Snuffleupagus potesse uscir fuori e giocare? Sai dove è Snuffy?”

“Hee hee…” Jack si stava divertendo. “Io so dove si trova”

“Davvero? Mi puoi far vedere dove si sta nascondendo? Non è invisibile, giusto?

“No. È qui!” e dicendo questo, Jack si abbassò i boxer mostrando un notevole set di cazzo e palle. C’era anche una grande quantità di peluria pubica nell’area circostante.

Il dottor Anderson involontariamente sussultò davanti alla veduta meravigliosa di fronte a lui, ma subito riacquistò la calma. Si mise in ginocchio per avere una visione migliore di Mr Snuffleupagus.

“Ciao, Snuffy”.

Jack si mise a ridere, afferrò la” proboscide” di 15 cm di Snuffy e incominciò a parlare con lui come un personaggio della televisione. “Ciao dottor Anderson”.

“Come stai oggi?”

“Io sto bene, grazie”. Apparentemente Mr Snuffleupagus era un elefante molto ben educato.

“Ti dà fastidio se faccio qualche manovra sulla tua proboscide? Devo controllare che non ci sia niente di male”.

“Penso di no. Mi farà male?”

“No, te lo prometto. Sei pronto?”

“OK”. Jack scostò la sua mano dal suo cazzo, il medico lo abbassò e proseguì con il test per l’ernia. Ogni cosa sembrò a posto, ma dalle notizie sulla cartella di Jack, il dottor Anderson era venuto a sapere che la sua famiglia ha una storia di cancro alla prostata e decise d’indagare a fondo, per essere sicuro.

“Jacky, voglio che tu ti sdrai sul lettino, pieghi le gambe e le spalanchi”.

Il dottor Anderson indossò un paio di guanti, infilò un dito nel retto di Jack per esaminare la ghiandola e sentire eventuali anomalie di volume o consistenza.

Jack iniziò a ridacchiare. “Che solletico”. Per il resto, Jack rimase in silenzio per tutto il resto della manovra, ma poi improvvisamente mugugnò:”Uh-oh”.

Il medico si rivolse preoccupato. “Cosa c’è, Jacky?”

“Sembra che Snuffy sia raffreddato”

Il dottor Anderson guardò il pene di Jack rispondere agli stimoli sulla sua prostata. Anche se “Jacky” non conosceva il significato del piacere (o della sessualità in questo caso), il corpo adulto di Jack era ancora suscettibile alle sensazioni fisiche. Il medico era ipnotizzato alla vista del cazzo di Jack che cresceva in un’erezione enorme. Certo, aveva già visto dei peni prima, ma nessuno che rispondesse alle sue stimolazioni tattili. In breve tempo, il cazzo sottile di Jack aveva raggiunto la lunghezza di 23 cm.

“Il suo naso è tutto intasato. Ha bisogno di soffiare la proboscide”.

Il medico vide un poco di liquido seminale sulla punta dell’erezione di Jack e capì perché “Jacky” lo avesse potuto scambiare per moccio.

Aumentò la pressione sulla prostata del lottatore e provò piacere a vedere il respiro dell’atleta diventare sempre più affannoso. Amava il controllo che aveva sul giovane e preso dalla situazione, senza pensare prese il cazzo del ragazzo e incominciò a massaggiarlo.

“Mi permetti di prendermi cura di Snuffy per te, Jacky”.

Jack chiuse i suoi occhi, curvò la testa indietro e mugugnò. Nel suo stato attuale, era incapace di spiegare le sensazioni che stavano attraversando il suo corpo. Era pervaso da sensazioni che la sua mente non poteva comprendere e il suo corpo istintivamente cercò di trovare modi per soddisfare il suo bisogno di eiaculare. Stava iniziando a sudare.

“Oh…oh…Mr. Snuffleupagus vuole starnutire! Lo sento!”

Il dottor Anderson intensificò i suoi massaggi e poteva giurare che il ragazzo stava cercando di trattenersi dal venire e prolungare il piacere. Per cinque minuti buoni, aveva un giovane ragazzo che si contorceva sul suo lettino. Improvvisamente, Jack non resistette più e urlò con una voce tonante, contrasse le palle e spinse il contenuto attraverso il suo cazzo turgido.

"Aaaah... aaaaah... AAAAAH... AAAH-CHOO!"

Schizzi di sperma uscirono fuori dal cazzo di Jack e si sparsero su tutto il suo petto. Il dolce seme ricoprì il torso muscoloso del ragazzo. La forza dell’eiaculazione sfiancò il lottatore. Dopo aver spremuto le ultime gocce, il medico tirò fuori il suo dito dal culo dell’atleta e incominciò a pulire lo sperma sul petto di Jack con qualche fazzolettino. Mentre stava facendo questo, il medico si accorse che il proprio cazzo si stava facendo, anche lui, sentire. Si trovava di fronte ad un bellissimo corpo sdraiato di fronte a lui che alimentava le sue passioni. Sapeva che quello che stava facendo non era giusto, ma non riusciva a frenarsi. La voglia era troppo forte per resistere.

“Jacky, dal momento che sei stato un bravo bambino, ti regalerò un dolcetto”.

“Davvero? Che cosa?”.

Il medico freneticamente calò i suoi pantaloni e tirò fuori il suo membro oscenamente enorme che pulsava. Nella sua disperazione, gli uscì fuori la prima cosa che gli venne in mente: “E’ un…è un leccalecca!”.

“Non mi sembra un leccalecca”, Jack replicò con incredulità.

“Certo che lo è, è un tipo speciale di leccalecca. E ha dentro una sorpresa, ma tu devi venire qui se vuoi averlo”.

Jack guardò il “leccalecca” e decise che anche se non sembrava certamente un leccalecca, lui voleva vedere se era buono. Dopo tutto, quale bambino avrebbe potuto resistere ad un dolcetto gratuito?

L’atleta saltò giù dal lettino e si piegò di fronte al medico. Tirò fuori la lingua e leccò la punta del pene di fronte a lui. La sua faccia si contrasse di fronte al sapore salato e voleva fermarsi, ma il medico fu categorico.

“No Jacky, ti piace il gusto del mio leccalecca. Infatti, tu ti innamorerai di questo.

Jack guardò in alto e vide una faccia che lo rimproverava e diede un’altra leccata al cazzo del dottor Anderson. Questa volta, grazie al comando del dottore, il gusto era migliorato e prima di accorgersene, stava leccando grandi quantità di sperma che stava iniziando a uscire fuori.

“Se vuoi la sorpresa, devi succhiarlo come con una cannuccia. Inginocchiati. Se riesci, mettilo tutto in bocca, e, per favore, stai attento a non usare i denti”. Il dottor Anderson ansimò pesantemente non appena la bocca di Jack avvolse il suo cazzo. Il calore e la pressione guidarono il medico a nuovi apici di piacere.

“Oh…cazzo…che bello. Continua, piccolo Jacky, non perdere nessuna goccia. Continua. Sì, cazzo, sì. Tu sei…un grande…succhiatore di cazzi. Oh…sta per arrivare la sorpresa…piccolo Jacky…sei pronto?”

Il dottor Anderson afferrò il lettino. Poi sentì provenire dalle sue palle una sensazione del liquido che saliva. In pochi secondi, tutto il contenuto sgorgò nella bocca di Jack che lo aspettava.

“Sta arrivando!! AAAAAAAAAAAAAHHH!”

Ondate ed ondate di sperma uscirono fuori dal suo cazzo. Quando l’orgasmo terminò, le sue palle erano completamente vuote. Il dottore non era mia venuto così in vita su e ne assaporava il ricordo. La sua felicità era interrotta da Jack che improvvisamente parlò.

“Era buono, Doc”. Il dottore era meravigliato che Jack era stato capace di bere fino all’ultima goccia.

“Era…era molto buono, Jacky. Perché non aspetti un poco…mentre prendo fiato”.

“Va bene, Doc”. Jack si alzò e saltò sul lettino. I suoi occhi si guardavano intorno, ma poi guardò il suo pene , e notò qualcos’altro. “Snuffy ha ancora il raffreddore; c’è ancora un po’ di moccio”.

”No, sta bene. Puliscilo con un fazzoletto”, replicò il medico mentre offriva al ragazzo un altro fazzoletto. Mentre Jack puliva la “proboscide” di Mr. Snuffleupagus, il dottor Anderson si era completamente ripreso dall’orgasmo, ma qualcosa riguardo tutto l’intero episodio, gli aveva fatto valutare tutte le sue azioni. Anche se sapeva che quello che era accaduto era sbagliato, non negava il piacere di avere un completo controllo su un altro individuo, in modo particolare uno con un fisico come Jack. Ora che aveva apprezzato come ci si sentiva a dominare un’altra persona, si chiedeva se avesse potuto “tornare indietro”. Sarebbe riuscito a resistere alla tentazione di sottomettere un altro suo paziente?

Il dottor Anderson guardò l’ora e vide che si era fatto mezzogiorno. Non voleva far rimanere Jack in ambulatorio per un tempo maggiore di quanto dovesse; era sicuro che il ragazzo aveva altre cose da fare nel resto della giornata. Diede un’ultima occhiata a Jack, memorizzando tutti i dettagli della sua nudità. Poi finalmente disse, “Mr. Snuffleupagus deve andare a casa adesso”.

“OK”.

“Jacky, voglio che tu inizi a contare a partire da nove, e questa volta, ritornerai alla tua età normale. Inizia”

“9, 10, 11…” la voce di Jack diventava sempre più profonda con ogni numero finché il medico lo bloccò al numero diciotto.

“Siamo a posto. Puoi fermarti adesso”

Ancora una volta la faccia di Jack divenne priva di espressione e ritornò al suo stato di trance mentre il dottor Anderson si rimetteva i pantaloni e puliva l’area circostante dai segni della loro recente esperienza sessuale.

“Quando conterò fino a tre, schioccherò le dita e tu ti sveglierai rinfrescato, ma senza alcun ricordo di quello che è accaduto. Per quanto ti riguarda, tu hai finito la tua visita e questo è tutto quello che ti ricorderai. Hai capito?”.

“Sì, signore”.

“Molto bene, Jack. Ora, rimettiti i vestiti e le scarpe e aspetta ulteriori istruzioni”.

“Sì, signore”.

Il dottor Anderson si sedette e completò il resto del questionario mentre Jack si rivestiva. Quando finì, si accorse che il ragazzo stava aspettando pazientemente. Si avvicinò al soggetto ipnotizzato e gli sistemò la felpa e la maglietta. Mentre gli sistemava gli abiti, il medico si soffermò sul viso attraente del ragazzo e ammirò ogni piccolo dettaglio. Alzò il dito e tracciò il profilo delle labbra invitanti del giovane. Questa poteva essere la sua ultima possibilità di fare quello che voleva, e perciò, gli si avvicinò e diede a Jack un bacio profondo. Poi si allontanò e ritornò alla scrivania con il cuore gonfio.

“OK, inizierò a contare. Al mio tre. Uno, due e … tre”.

Jack si svegliò dalla trance e all’inizio si sentì un po’ disorientato. Gli ci vollero pochi istanti per riprendersi; era anche meravigliato del fatto che era tutto vestito. “Hey, Doc, abbiamo finito?”.

“Sì, abbiamo finito. Qui c’è la scheda tutta compilata. Riceverai il risultato degli esami del sangue tra uno o due giorni. Mi premurerò di inviarteli a casa non appena li riceverò”.

Jack prese il foglio di carta e ringraziò il medico per ogni cosa. “Ho veramente apprezzato il tempo che mi ha dedicato oggi, Doc”.

“Di niente. È stato un piacere rivederti”. Il medico strinse energicamente la mano del ragazzo. “Ora andrai al college. Ti rivedrò di nuovo nel nostro piccolo paese?”

“Oh, ritornerò a casa per la festa del Ringraziamento. Forse farò un salto qui e le racconterò tutto del mio primo semestre”.

“Mi farebbe piacere, Jack. Mi farebbe veramente molto piacere”.

“Va bene, adesso vado. Arrivederci, Doc. E grazie!”

“D’accordo, piccolo Jacky. Il piacere è stato mio. Ci rivedremo ancora”.

FINE

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